Archivio del tag: traduzioni

La cura spirituale

Nell’ultima parte del suo articolo (leggi la precedente), Carol Taylor conclude le sue riflessioni tentando di riportare il tutto in un contesto più ampio di cura spirituale. Anche quest’ultima parte per me è stata particolarmente stimolante, quindi spero possa esserlo anche per voi. Jim aveva combattuto per tutta la vita. Cresciuto cattolico, aveva smesso di […]


La speranza come dimensione di cura nella terminalità

La speranza come dimensione di cura nella terminalità è un argomento tanto grande da farmi sempre sentire piccolissima eppure è un tema fondamentale delle cure palliative. Io studio e mi sforzo sempre di approfondire questo tema per farlo diventare mio e ho scoperto di non essere l’unica: anche l’autrice dell’articolo che vi propongo, Carol Taylor, […]


Martiri delle cure palliative

Palliativisti e intensivisti lavorano a stretto contatto con la morte.  I primi la accompagnano i secondi la combattono, entrambi la devono affrontare e entrambi come medici sono culturalmente orientati alla vita. Nelle specialità nelle quali il rapporto con il morire è così stretto, nelle quali gli orari di lavoro-riposo sono sempre sfumati è facile perdere […]


Menzogne sulle cure palliative

Diffondere con parole appropriate il senso delle cure palliative affinché esse siano note e comprensibili a tutti, così come già lo sono oggi la cardiologia, la chirurgia, la traumatologia e tutte le specialità, è un nostro dovere di medici e di palliativisti. Non è giusto che le persone vengano a conoscenza, solo quando sono ammalate e […]


Dignità è un concetto inutile

Propongo questa settimana un vecchio editoriale, apparso sul BMJ (British Medical Journal), di Ruth Macklin sulla dignità e sull’impiego di tale termine in ambito medico e bioetico. Questo articolo mi è caro perché solleva il problema dell’impiego delle parole astratte nella comunicazione. Le parole astratte sono contenitori vuoti che dobbiamo riempire per dare un senso, ma […]


Mi presento: sono Alessandra o Sandra, come preferite

Io sono Alessandra o Sandra, come preferite. Presentarmi m’imbarazza sempre. Sarò asettica. Da ragazzina avrei voluto occuparmi di arte, vedevo quadri anche nelle nuvole, ma, allora il liceo artistico era escluso alle ragazzine per bene, non si discuteva. Così abbandonai pennelli, matite, carta e tutto il resto e chiusi tutto nella casa in campagna. Cantavo […]