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Vidas, il sogno di Giovanna che fa grande Milano

L’amico Giangiacomo Schiavi ha voluto ricordare Giovanna Cavazzoni con una bella lettera, pubblicata sul Corriere della Sera, giovedì 25 maggio, ovvero il giorno della conferenza stampa che abbiamo tenuto in Casa Vidas, per commemorare la nostra fondatrice, i 35 anni di Vidas e, soprattutto, rilanciare la costruzione di Casa Sollievo Bimbi. Di seguito, puoi leggere la lettera:


Le 56 ore di dignità negata al signor Marcello C.

È accaduto nell’anno, non certo di grazia, 2016. Un uomo malato terminale è stato parcheggiato (proprio così) nel reparto di pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma per 56 ore, in una sala dove vengono tenuti i pazienti in codice giallo e verde, i meno gravi. Finché non è sopraggiunta la morte mentre i parenti […]


Responsabilità della vita

Da qualche tempo ho scovato due capelli bianchi. Sarà forse anche colpa loro o saranno le molte responsabilità cui il ruolo di direttore sanitario mi ha posto di fronte. Di certo sarà che quando, quasi vent’anni fa, mi sono innamorata delle cure palliative, avevo molte più risposte e ora ho molte più domande. Sta di […]


Non più soli nel dolore

Prosegue il lavoro di adeguamento delle diverse realtà di cure palliative alla legge 38/2010 e alle successive normative regionali. L’indagine svolta da Age.Na.S., di cui sono stati pubblicati i risultati sul Corriere Salute e che ha visto Vidas tra i protagonisti, conferma che solo un’organizzazione forte e ben strutturata può offrire risposte appropriate a domande […]


Il coraggio di narrare il tempo del dolore

Stavolta il vocabolario non ci aiuta. Il dolore, che cosa è il dolore? “Sensazione di sofferenza fisica”, spiega lo Zingarelli e più sotto “Stato di profonda sofferenza morale”  e oltre i peggiorativi e i diminutivi: doloretto, doloraccio, dolorino, doloruzzo. Come se la nostra bellissima lingua, così ricca, si fosse ritratta di fronte a una dimensione […]


Silenzio stampa sulle cure palliative

A proposito di silenzio. Tra i molti significati troviamo “Il fatto di non dare notizie di sé” e “oblio, dimenticanza” ovvero “passare qualcosa sotto silenzio” quindi “non farne menzione”, “tralasciare di parlarne”. La declinazione del sostantivo abbandona in questo caso il sentiero della mancanza di suoni per inoltrarsi nello spazio della memoria quale atto consapevole. […]