Giovani sociologi al Gallaratese

Giovedì 6 giugno al quinto piano di Casa Sollievo Bimbi abbiamo ospitato una seduta straordinaria del consiglio del municipio 8 – quello del quartiere dove si è insediata Vidas dal 2006, con l’hospice Casa Vidas, per i pazienti adulti, accanto al quale è stato costruito Casa Sollievo Bimbi, l’hospice per i piccoli pazienti, bambini e ragazzi fino a 18 anni.

Questo quartiere, il Gallaratese – una congerie urbanistica piuttosto disarticolata, venuta su in un paio di decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale, un progetto di quartiere nuovo per le giovani famiglie, milanesi e non, all’alba del miracolo economico che ha spostato milioni di italiani verso le grandi città del Nord – è stato oggetto di un’indagine realizzata dagli studenti di Sociologia dell’università Bicocca, presentata in questa occasione.

Siamo stati noi a costruire questo incontro, tra il quartiere – oggi invecchiato eppure capace di essere attrattivo per altre giovani famiglie che scelgono di venire ad abitarci, in virtù degli ampi spazi verdi che possiede, della relativa sicurezza (la criminalità, in effetti, non è assente ma molto marginale e tra gli abitanti è diffusa un’alta percezione di non correre rischi, ad avventurarsi a piedi, anche la sera), della facilità di collegamento col centro, grazie alle due fermate della metropolitana, Bonola e San Leonardo, anche a dispetto della necessità del micro-pendolarismo che impone, dentro la città, non offrendo pressoché alcuna risorsa in termini di possibilità di impiego – e i giovanissimi ricercatori.

Abbiamo incontrato il loro professore, Giampaolo Nuvolati, titolare della cattedra di Sociologia dell’ambiente e del territorio e raccontato di avere il desiderio di capire un po’ di più del luogo dove siamo più radicati – Vidas lavora su tutta Milano e in tutto l’hinterland, copre in parte anche Monza e la sua provincia ma qui, nel Gallaratese, stanno tutti i dipendenti che non si occupano di assistenza, l’amministrazione, le risorse umane, i tecnici informatici, la comunicazione, la raccolta fondi, la direzione generale e poi gli assistenti sociali, la direzione sociosanitaria, le équipe della degenza e del day hospice, l’équipe di cure palliative pediatriche, la direzione scientifica. Qui fanno capo tutti gli operatori del domicilio, si tengono le riunioni, quotidiane e settimanali, di cui lavora con i pazienti, qui si tengono i corsi di formazione.

Il professore ha coinvolto quattro ragazzi, anzi tra ragazze, Monica, Clara, Sara, e un ragazzo, Simone. Sono all’ultimo anno della magistrale e hanno condotto, con una dedizione crescente, una ricerca sulla qualità della vita, nel quartiere che si è rivelato più vivace di quel che sembrava promettere. Non solo un dormitorio, insomma.

È stato bello ascoltarli quando, con l’umiltà dell’autentico studioso, che si dichiara da subito estraneo al proprio oggetto (una buona premessa, essere sprovvisti di riferimenti, utile per un’analisi oggettiva), si muovono, passandosi parola, lungo un percorso di avvicinamento progressivo, in cui l’oggetto diventa meno astratto e più plastico. È piaciuto anche i consiglieri, abitanti del quartiere. L’analisi rivela aspetti meno osservati o trascurati da chi conosce troppo il luogo dove vive, magari da sempre.

Una serata ricca, un bel modo di incontrarsi. Accade sempre negli incontri, quelli articolati, in cui si viene da universi un po’ lontani, e ci si conosceva solo un po’ astrattamente, quando i percorsi si disegnano man mano, in forma di piccole tracce, in un cammino che può avere esiti anche imprevisti, di segnare piccole tappe. Questa. Una presentazione in un auditorium che puzza ancora di nuovo, al calar del sole di una giornata di inizio estate già calda, quattro ragazzi e un uditorio di una quarantina di persone. Un momento di vicinanza, una promessa, un dono. Grazie. A Giampaolo Nuvolati, a Monica, Clara, Sara e Simone, all’altro Simone che è il presidente del municipio 8, a tutti i consiglieri presenti. Grazie e alla prossima.

Leggi l’articolo Vivere al Gallaratese, dedicato alla ricerca degli studenti dell’Università Bicocca, sul numero di aprile 2019 del nostro notiziario Insieme a Vidas

Leggi la presentazione Vivere al Gallaratese

Leggi l’indagine La qualità della vita nel Gallaratese

 


Daniela

Poche certezze – donna, senz'altro, almeno a giudicare dal tasso di isteria delle giornate; mamma, e qui non c'è nemmeno da scervellarsi, la pargola è lì, costante pro-memoria; lavoratrice, e non più professionista, meglio il fare all'essere che a Vidas è comunicare, organizzare, pensare (solo a tratti, e più raramente). Lettrice sempre più incostante, spettatrice ormai sporadica, pennaiola intermittente, di recente sono passata a matita, pennello, mano su creta. Essere umano, direi. Senza pretendere troppo.

Lascia un commento

Questo spazio è a disposizione di tutti per dare il proprio contributo al dibattito con riflessioni, pensieri, domande. Se sei un nuovo utente leggi la policy e ricorda che il tuo primo commento verrà rivisto dagli amministratori prima di essere pubblicato.


*obbligatorio