Momcilo Jankovic: il dottor sorriso, i suoi pazienti e il vero valore sulla vita

Jacopo, Ivan, Francesca, Antonella, Sofia, Stefania, Alessio, Serena e poi Clementina e Maria Letizia: il libro Ne vale sempre la pena. Il dottor sorriso, i suoi pazienti e il vero valore della vita è una meravigliosa galleria di storie, volti, racconti di tanto tanto coraggio, d’amore infinito, ma anche di tanta sofferenza. Sono i piccoli e più grandi pazienti del dottor Momcilo Jankovic (“in arte” dottor sorriso) responsabile del Day Hospital del reparto di Ematologia Pediatrica dell’ospedale San Gerardo di Monza fino al 2016, sono guerrieri che hanno vinto battaglie dure ma che purtroppo le hanno anche perse.

Jankovic Ne vale sempre la pena

Un Day Hospital è un mercato della vita. Ci cammini in mezzo, ti investe da ogni parte. Letteralmente. La morte, se c’è, quando c’è, non abita qui, visita discreta le stanze del reparto. (…) Le persone fuori dall’ospedale non immaginano nemmeno quanto siano incredibili le storie che accadono in reparto. È vero, è una frontiera ignota per ogni paziente e ogni genitore, perché devono imparare giorno per giorno a vivere una nuova vita e non sanno cosa li aspetta (…). Qui semplicemente siamo, diamo, ci sentiamo responsabili per gli altri. E questo vale anche per noi medici e infermieri”.

Passione, competenza medica, ascolto, empatia e accompagnamento sono i valori che percorrono ogni pagina del libro, sono nelle storie, nelle parole che si scelgono nella difficilissima relazione sia con i pazienti, sia con le famiglie. Non c’è pietismo, c’è rispetto, non ci sono bugie, ma c’è quell’attenzione rara della comprensione, della mediazione della parola, della speranza, anche quando davanti c’è ormai poco tempo. “Ivan mi dava da pensare (…) era un ragazzo malinconico con una vena di pessimismo forse dovuta a qualche evento familiare. Il guaio è che quando pensi troppo in negativo e hai un tumore del sangue e sei un adolescente, non va bene. Perché il tunnel che devi attraversare è lungo e gli imprevisti possono essere tanti, e se il morale non è saldo, si può finire nella depressione più nera. La cosa migliore, come sempre nella vita, è il confronto con gli altri. E questo non è difficile, perché un reparto di oncologia pediatrica è un laboratorio in cui la vita sperimenta se stessa”.

Cammini comuni dove la condivisione della precarietà della vita e il lungo percorso di cura creano alleanze fra pazienti, famiglie, medici e tutti gli operatori, creano legami indissolubili, sostegno reciproco, dono. “Se tu come medico entri nella loro vita come fonte di fiducia e guida, è anche vero che loro entrano nella tua come scrigni di bellezza inaudita per quello che hanno capito della vita nel loro non sapere nulla della vita. La moneta di questo scambio, i doni che spesso mi hanno lasciato i miei pazienti, o forse dovrei dire le lezioni, sono le poesie”.

DOLCEZZA
Simili ai fuochi nella notte accesa
Vedo i tuoi occhi,
hanno pianto, hanno amato,
hanno sorriso
questi tuoi occhi.
Sono cari, sono puri
Sono sinceri come balocchi
Li amo, li sento impressi nella mia vita
Sono i tuoi occhi
Oggi li trovo stanchi ma sempre
teneri, credimi, mamma.
(Marcello 7 anni)

Quello che mi hanno dato Maria Letizia, Clementina, Alessio, Francesca, Serena e tutti gli altri bambini, genitori e persone che ho incontrato, è come un cumulo inscindibile da ciò che sono, e il loro ricordo non segna uno spazio mentale lontano ma un calore interno e sembra abbracciare tutto il tempo passato e anche quello a venire”. Caro dottor Jankovic, grazie di questo dono.

Ps: domenica 11 novembre, durante il nostro evento in occasione la Giornata Nazionale delle Cure Palliative Tuttavita, Momcilo Jankovic si è raccontato al nostro presidente Ferruccio de Bortoli. Puoi vedere il video dell’incontro qua.


Raffaella

Amo il silenzio, soprattutto di prima mattina, e le persone che riflettono prima di parlare. Amo il cioccolato e le torte senza panna. Leggo di tutto. Sono mamma di due ragazzacci. Odio le palestre e amo la bicicletta, adoro nuotare, viaggiare. Sono antropologa, per qualifica e per passione. In Vidas mi occupo di comunicazione e cultura.

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