La fine e il principio

Per riuscire a lasciare qualcuno (o qualcosa) spesso abbiamo bisogno di un ultimo incontro, un saluto che ci fa nello stesso tempo prendere coscienza del distacco. Sapere che è l’ultima volta cambia molto le cose.

È il senso umano della fine e del principio, un momento saliente, quasi un rituale. Il più semplice forse dei riti di passaggio per incamminarsi verso il proprio destino, cioè per voltarsi, abbandonare e da lì in poi “fare a meno”.

Ci sono casi in cui lasciarsi è veramente doloroso, come quando si dà il saluto finale. Chi sta morendo ha bisogno di vedere per l’ultima volta chi ama o ha amato. Chi assiste i malati in fin di vita sa quanto spesso accade che non si abbandonino alla morte – non è solo un’impressione, è un dato reale –  finché non è arrivato a salutarli un figlio o una persona cara che vive lontano. Ed è oltremodo struggente assistere alla dolorosa “non-attesa” di chi sa che non rivedrà più i famigliari con cui non ha più rapporti da tempo a causa di un litigio.

Se nei rapporti umani restano aspetti non risolti molto importanti non possiamo serenamente andare avanti. Se restiamo malamente agganciati al passato non riusciamo a lasciarci andare a ciò che accade oggi e nemmeno a morire serenamente.

Non è però solo in momenti così radicali che occorre rivedere qualcuno, sono tante le situazioni in cui potremmo testimoniarlo: non è forse capitato a ognuno di noi?


Luigi

Laureato in Psicologia c/o Università di Padova – Psicoterapeuta e Psicoanalista di Gruppo – Direttore Centro Clinico dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo sede di Mi – Consigliere Nazionale e Regionale Società Italiana di Psiconcologia

2 commenti

  1. sergio pedrotti dell'acqua:

    “fare a meno” dici tu … e magari poterlo , sempre che sia desiderato e che se ne sia valutato l’impatto sul resto che sta intorno oggi e magari che sopravvivera’ domani :
    dice Simone Weil che la liberta’ e’ relativa a quanto si riesce ad immaginare , a desiderare ..
    e se uno vede la ‘porta aperta’ verso la liberta’ , a volte gli basta questo : non ha poi bisogno di passarci attraverso quella porta , gli puo’ bastare essere consapevole che ci sia , questa benedetta ‘porta aperta’ …
    ma ci sono anche persone che piuttosto che “fare a meno” arrivano a voler svilire , annichilire , distruggere quello che non possono piu’ controllare … o tenere e portare con se’ …
    ( la mia e’ una visione maturata con gli anni e con le letture e con le esperienze , da giovane mica pensavo con chiarezza in questo modo … )
    grazie dello stimolo , Luigi Va. , a presto !

  2. luigi Valera:

    Caro Sergio,
    la tua riflessione è molto vera e pertinente, nella mia pratica professionale spesso faccio i conti con queste due facce della personalità.
    Grazie
    Luigi

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