Vidas, il sogno di Giovanna che fa grande Milano

L’amico Giangiacomo Schiavi ha voluto ricordare Giovanna Cavazzoni con una bella lettera, pubblicata sul Corriere della Sera, giovedì 25 maggio, ovvero il giorno della conferenza stampa che abbiamo tenuto in Casa Vidas, per commemorare la nostra fondatrice, i 35 anni di Vidas e, soprattutto, rilanciare la costruzione di Casa Sollievo Bimbi.

35 anni Vidas

Di seguito, puoi leggere la lettera:

Caro Schiavi,
si parla troppo spesso delle inefficienze della sanità pubblica e forse si dimenticano le eccellenze. Io sono una signora ultraottantenne che ringrazia i medici e il personale del padiglione Croff al Policlinico. È necessario ricordare quanto la sanità pubblica, in questo caso un’eccellenza come il reparto di nefrologia, sia uno strumento importante nelle cure e nella diagnostica.
Pierrosa de Rocchi

Caro Schiavi,
quando penso alla nostra città non posso fare a meno di ricordare la generosità dei milanesi. Per questo vorrei che ci fosse un pensiero su questa rubrica destinato a Giovanna Cavazzoni, fandatrice di Vidas. Ci ha lasciato un anno fa con un’eredità grandiosa: la difesa della dignità dei malati terminali con il dono della gratuità.
Antonia Terruzzi

Care Pierrosa e Antonia,
la sanità milanese ha medici e strutture che testimoniano ogni giorno la qualità di un’assistenza con radici antiche. Pierrosa cita il Policlinico e la sanità pubblica da difendere, ma a questo bisogna sempre aggiungere l’alleanza terapeutica tra chi chiede e chi dà aiuto. A questo proposito è istruttiva la storia di Giovanna Cavazzoni: riassume l’etica e i valori che Milano, quando vuole, riesce a combinare in modo perfetto, quando penso a lei, non posso fare a meno di citare Shakespeare:  «Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni». Giovanna sapeva sognare e con i sogni creava scintille e accendeva passioni.
Vidas è nata da un sogno in un giorno come questo, era maggio, 35 anni fa. I malati di cancro per la medicina ufficiale erano ancora inguaribili, i giornali parlavano di malattia incurabile, la gente sottovoce diceva «ha un brutto male». Dare assistenza gratuita ai malati senza speranza, a quelli più soli e più sofferenti, come l’amico che aveva assistito quando aveva appena 16 anni, era un sogno ma anche un tuffo nel vuoto: ci volevano coraggio, ottimismo e risorse. Quel che è successo in questi anni, con Vidas, con l’hospice, con gli oltre 1.600 pazienti curati ogni anno, con il progetto della Casa Sollievo Bimbi con il day hospice pediatrico, dimostra che non esistono traguardi impossibili quando si incontrano l’altruismo e la generosità. Giovanna parlava spesso di «felicità del non possesso», di restituzione, di vedere gli altri nel proprio orizzonte. L’economicismo puro rischia di derubare i sogni. Noi stiamo dalla parte dei sognatori, capaci di rendere concrete le utopie.
gschiavi@rcs.it


Raffaella

Amo il silenzio, soprattutto di prima mattina, e le persone che riflettono prima di parlare. Amo il cioccolato e le torte senza panna. Leggo di tutto. Sono mamma di due ragazzacci. Odio le palestre e amo la bicicletta, adoro nuotare, viaggiare. Sono antropologa, per qualifica e per passione. In Vidas mi occupo di comunicazione e cultura.

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