Quando si è perso qualcuno…

So, anche per esperienza diretta, quanto la perdita di qualcuno a cui eravamo molto legati può diventare un’esperienza molto dolorosa, qualche volta insopportabile. Altre volte si può semplicemente sentire il bisogno di dare spazio al ricordo e alla narrazione. Altre volte, quando non c’è stato il tempo o la possibilità, si vorrebbe trovare il modo di comunicare ancora con chi ci ha lasciato, di dirgli cose mai dette, di poter compiere tutto quanto è invece rimasto sospeso. In alcuni casi, poi, ci si vergogna di quello che si prova e così si evitano i rapporti umani.

Perdita

Ecco perché, quando tra noi psicologhe di Vidas ci siamo chieste come possiamo dare una mano a chi resta per elaborare il lutto, la nostra mente ha spaziato in più direzioni e ci siamo raccontate le nostre perdite e gli “aiuti” che ci sono arrivati. Anche noi abbiamo perso persone importanti e il fatto di fare il nostro mestiere non ha reso le cose più facili: il dolore è dolore. Ma il supporto può arrivare in più modi.

Siamo convinte che l’aiuto specialistico non è l’unico possibile: in fondo gli esseri umani attraversano il lutto da sempre e lo fanno con cammini diversi ed è proprio questa consapevolezza che ci ha dato modo di immaginare alcune possibilità accanto e/o alternative al nostro intervento professionale.

E così dai nostri racconti sono emersi i riti delle nostre culture regionali di appartenenza, tutti le pratiche professionali e non che gli esseri umani hanno sperimentato nel corso dei secoli, tutti gli strumenti di comunicazione compresi quelli resi disponibili dalle nuove tecnologie, le sperimentazioni più originali che si stanno realizzando in diverse parti del mondo… insomma, nel condividere le nostre perdite ci si è aperto un mondo.

E poiché Vidas non lascia sole le persone nemmeno dopo la morte del proprio caro, ci siamo immaginate il nostro contributo a 360 gradi con momenti diversi di condivisione. Come le Cene del ricordo a cui chiunque potrà prendere parte: stasera ci sarà la prima, ma l’appuntamento si ripeterà in Casa Vidas una volta al mese per commemorare insieme le persone care, condividendo il cibo in un clima accogliente e solidale per sentirsi meno soli. Ma anche incontri di supporto psicologico individuali o di gruppo (anche attraverso gruppi di Auto-mutuo aiuto) o ancora consulenze on-line per chi non se la sente di incontrare direttamente lo psicologo.

Insomma, abbiamo cercato di immaginare un’offerta articolata, che possa rispondere a bisogni e interessi diversi, con la persona al centro così com’è da sempre nella filosofia di Vidas.


Sonia

Faccio la psicologa da tanti anni ma sono rimasta la figlia di un panettiere che da bambina si svegliava con il profumo del pane nel naso. Forse per questo amo ciò che è essenziale, lieve, fragrante, caldo…come il pane, appunto. Sono sufficientemente adulta da essere ormai libera da tanti orpelli così da poter “assaporare” quanto la vita mi offre, compreso il mio lavoro in Vidas, che cerco di fare seriamente senza prendermi troppo sul serio.

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