L’invecchiamento è una malattia?

In seconda elementare i miei figli hanno studiato una semplice verità, che probabilmente nel corso del tempo tendiamo a dimenticare: siamo esseri viventi. E gli essere viventi hanno un ciclo vitale: nascono, si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono.

Diciamo che di questo ci piace tutto tranne l’ultima parte. La corsa a non invecchiare mai altro non è che fuga dalla morte. E non è una scoperta dei giorni nostri.

L'invecchiamento è una malattia?

Il mito di Eos e Titone ci insegna però che immortalità ed eterna giovinezza non sono la stessa cosa.

La dea Eos perdutamente innamorata di Titone chiese infatti a Zeus il dono dell’immortalità per l’amato ma si dimenticò di chiedere che restasse eternamente giovane. Ebbe così Titone il “dono” di un’eterna vecchiaia da cui lo salvò la pietosa amante trasformandolo in cicala.

Alla medicina chiediamo quello che Eos ha chiesto a Zeus. Gli innumerevoli progressi della medicina hanno allungato in modo impressionante la durata della vita media che nell’ultimo secolo è pressoché raddoppiata, almeno nei paesi occidentali. Ma il prolungamento della vita, che la cronicizzazione di molte malattie ha reso possibile, non è sempre sinonimo di migliore qualità della vita.

C’è però un altro problema a monte, che per ora ha condizionato l’entità degli investimenti nel settore: l’invecchiamento non è considerato dai governi e dalle autorità sanitarie di controllo come una malattia, ma semplicemente come una normale e naturale condizione della nostra esistenza. Se non viene riconosciuta come una malattia, non c’è la necessità di uno specifico trattamento farmacologico e di conseguenza di autorizzarne la vendita

si legge nel post da cui è partita questa riflessione, Longevità, che vi invito a leggere.

Ma – mi chiedo e chiedo a voi – l’invecchiamento è una malattia? E davvero in un mondo sempre più globale e sempre più diviso tra ricchezza e indigenza, ha senso occuparsi di trovare “cure per la vecchiaia” anziché prendersi cura dell’enorme povertà che attanaglia alcune regioni del nostro pianeta?


Giada

Sono medico, ho 40 anni da un po', da più di 20 mi occupo di cure palliative. Sono sposata con Giovanni, compagno di liceo. Ho due figli e un piccolo cane. Mi piacciono le cose semplici, le linee essenziali, lo stile minimale. Mi piace l’acqua per la sua capacità di adattarsi rapidamente ai contenitori e per la sua pazienza di modificare i profili delle cose. Se non avessi fatto il medico, avrei fatto il cuoco.

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