Giovanna Cavazzoni, cittadina benemerita di Milano

Volontaria nel cuore e nell’operato, donna delle utopie e insieme di profondo rigore e pragmatismo, una vita dedicata ai più soli e sofferenti. Così la “cittadina benemerita di Milano” Giovanna Cavazzoni è stata ricordata in un’intensa cerimonia nell’aula consiliare di Palazzo Marino il 12 settembre scorso.

cavazzoni cantiere

 

Ambrogino d’Oro, cavaliere, grandi onorificenze sino a quella d’ufficiale al merito della Repubblica. Un cursus honorum meritato, che tuttavia Giovanna amava schivare con il consueto sorriso e una frase spiazzante:

Sono null’altro che una questuante a vita, solo con questo impegno costante posso garantire assistenza e gratuità per i più bisognosi.

Ricordiamola allora con l’emozione che ci ha preso nelle stanze della sua Milano durante il discorso di commemorazione pronunciato in Consiglio Comunale.

Volontaria nel cuore e nell’operato quotidiano Giovanna Cavazzoni ha dedicato tutta la vita agli altri, ai più soli e sofferenti, in difesa della dignità della persona malata sino all’ultimo istante.

“Questuante”, come lei scherzosamente si definiva, ha fondato Vidas nel 1982 dedicando tutte le sue energie alla comunicazione e alla raccolta fondi per poter garantire assistenza sociosanitaria completa e gratuita a tutti malati terminali in assoluta gratuità, valore che ha sempre difeso con determinazione.

Nata a Milano nel 1931, ha svolto per anni attività di comunicazione quale titolare di un proprio studio di pubbliche relazioni, particolarmente attivo in iniziative sociali e sanitarie: Istituto dei Tumori di Milano, Provincia di Milano, Clinica Lemana-Losanna, Casa di Cura Ville Turro-Milano, rilancio Omeopatia in Italia, sino alla fondazione dell’Associazione Vidas alla quale si è dedicata sino alla fine.

Donna delle utopie e insieme personalità di profondo rigore e pragmatismo, dal seme gettato in gioventù assistendo un’amica malata di cancro che si rifiutava di definire incurabile, ha fatto crescere un albero solido, robusto, con radici profonde, che si chiama Vidas.

Ferruccio de Bortoli, attuale presidente, ha voluto ricordare come “L’opera silenziosa e tenace di Giovanna Cavazzoni ha consentito a tutti noi di accedere a una dimensione etica e civile nella quale chi non può guarire è comunque nel pieno esercizio della propria cittadinanza e conserva tutti i diritti a un trattamento dignitoso e umano. L’assistenza gratuita a domicilio e in hospice a migliaia di persone, in 34 anni di attività della creatura di Giovanna, è stato un gesto di amore, di solidarietà e di misericordia di inestimabile valore. Ha regalato attimi di vita, di affetto a tanti malati e alle loro famiglie. La ricordiamo dolce, determinata. È stata una straordinaria animatrice e ricercatrice della vita anche là dove si pensa che ormai non ci sia più.”

Vari riconoscimenti hanno sottolineato il suo impegno civico da sempre ispirato al recupero dei valori etici oggi più disattesi. Fra i più significativi l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano nel 1992, la nomina di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana conferita dal Presidente della Repubblica nel 1998, il Premio della Pace nel 2000 a Taormina, il Premio Dama d’Argento “alle donne che fanno grande Milano” conferito dal Museo Poldi Pezzoli nel 2002, il Premio “Cataldo Agostinelli” conferito dall’Accademia Nazionale dei Lincei nel 2004, il Premio Rosa Camuna conferito dalla Regione Lombardia nel 2006, il Premio Milano Donna conferito dal Comune di Milano nel 2008, il Premio Carlo Porta conferito dal Circolo Filologico milanese nel 2009 e il Premio Mens Sana In Corpore Sano conferito dall’Università degli di Studi Milano nel 2009, l’onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica Italiana nel 2012.


Giuseppe

Mi chiamo Giuseppe Ceretti e ho fatto il giornalista per oltre 40anni. Ho fatto, ma a dire il vero faccio, perché se ami questo mestiere non smetti mai. Così qualche tempo fa ho detto sì ad un’amica che mi ha chiesto se volevo diventare un volontario della penna per Vidas. Un impegno che mi onora e che tengo ad assolvere con il massimo impegno. Tanto più ora. È un debito di gioia e di riconoscenza che mi lega a Giovanna, da qualunque parte mi guardi.

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