“La tentazione dell’altro” dà voce alle nostre emozioni

Ventitrè giugno duemilaquindici. Rientro nel mio studio al termine di una giornata intensa e lunga di lavoro e scorgo sulla scrivania un piccolo libro. Incuriosita, lo prendo tra le mani e subito un sorriso mi illumina il volto: “Che bello!” penso “Giuseppe è riuscito a pubblicare il suo primo libro!”. Lo chiamo, lo abbraccio e gli faccio i complimenti prima ancora di aprirlo… che poi è un altro modo di condividere la mia gioia per lui. Arrossisce e sorride… che poi è un altro modo di dire grazie.

Il buon samaritano - Vincent Van Gogh

Riprendo tra le mani “La tentazione dell’altro”, una raccolta di poesie di Giuseppe Costanzo, e lo sfoglio velocemente partendo dalla fine e respirando a pieni polmoni quel particolare profumo dei libri nuovi. Poche note bibliografiche, la postfazione di Francesco Campione e poi – una dopo l’altra – diciassette poesie che leggo prima di tutto d’un fiato e poi lentamente, in ordine sparso, per rivivere emozioni che anch’io ho provato o per dare spazio al desiderio di attesa, di speranza, di amore…

Una raccolta di poesie che io sento inneggiare continuamente all’amore.

L’amore, quello con la “a” minuscola,

…storia minima, evento trascurabile nella cronologia degli uomini, eppure testimonianza certa di un impegno smisurato.

Amore che è legame tra uomini e donne, diversi, con storie uniche, che si incontrano, talvolta si sfiorano, altre volte condividono pensieri o emozioni, altre volte si scambiano uno sguardo soltanto, altre ancora si giurano l’amore eterno…

Nella prefazione, Giuliano Gandolfi scrive:

Ogni poeta è luce. […] Il poeta è il mago che sa gestire il mondo interiore del lettore, uno specchio in cui chi legge vede se stesso, una luce che scandaglia i lati oscuri del suo inconscio.

Per questo non aggiungo altro se non: lasciatevi trasportare dalla magia di questa raccolta di poesie!

A te, Giuseppe, il mio grazie, per aver dato voce alle “nostre” emozioni attraverso parole soavi e cariche di amore.


Barbara

Barbara Rizzi: figlia, sorella, amica, moglie, madre e… medico palliativista di professione. Direttore Scientifico del CSF (Centro Studi e Formazione) Vidas dove lavoro dal 2001. Amo il silenzio, il profumo dell’erba appena tagliata, leggere, scrivere, passeggiare in montagna. Preferenze: piatto, pizzoccheri alla valtellinese; sport, pallavolo; colore, blu.

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