Sette minuti dopo la mezzanotte

Sette minuti dopo la mezzanotte. È questa l’ora in cui davanti a Conor si materializza “il mostro”. Un mostro che assume le sembianze di un albero, quel tasso che il ragazzo vede dalla sua finestra ogni giorno. Ma non è l’apparizione peggiore che viene a fargli visita durante la notte: c’è un incubo che lo perseguita da mesi, da quando la madre si è ammalata…

Sette minuti dopo la mezzanotteIl libro di Patrick Ness – sviluppato sull’idea di quel che doveva essere il quinto romanzo per ragazzi di Siobhan Dowdmi ha affascinato fin dalla copertina, forse perché ho subito percepito una somiglianza con i libri di Neil Gaiman. Un genere che chiamerei “fantasy dark”, favole per bambini con un’aula un po’ oscura che perciò piacciono anche ai “grandi”. Perché ad esempio tra i protagonisti di queste storie -come nella vita – non si riscontra una manichea divisione tra buoni e cattivi, come dichiara lo stesso “mostro”:

Non sempre c’è un buono. Come non sempre c’è un cattivo. La maggior parte delle persone è una via di mezzo fra le due cose.

Come la nonna, che irrompe nelle vite di Conor e di sua madre rovinando l’equilibrio che si era creato tra loro e trascinandolo a vivere da lei. O il padre, che d’improvviso torna dall’America dove si è rifatto una famiglia e non ha spazio per il ragazzo, che riesce soltanto a dire che “non sempre le storie finiscono bene. O i compagni di scuola e gli insegnanti, che da quando la mamma di Conor si è ammalata non fanno che farlo sentire invisibile ed escluso.

È compito del “mostro” allora dare una lezione di vita. E per farlo si serve di tre storie, perché

le storie sono creature selvagge e indomite […] Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?

Di certo riescono a sconvolgere il punto di vista del ragazzo e a fargli tirare fuori dal profondo dell’anima quell’incubo che lo sveglia ogni notte tra le urla.

Sette minuti dopo la mezzanotte è un romanzo per ragazzi che tocca le corde dell’emozione anche negli adulti, facendoci immedesimare nell’undicenne alle prese con una storia più grande di lui: la vita.


Roberta

Blogger, cinemaniaca, aspirante fundraiser 2.0, lettrice incallita, appassionata social networker, viaggiatrice e cuciniera folle... in una parola iperattiva in tutto tranne che nello sport! Frequento un cineforum ma non sono tagliata per i dibattiti. Sono più brava ad esprimermi nel mio blog in cui parlo di tutto quel che mi passa per la testa! Sono Roberta Tocchio e lavoro in Vidas dal maggio 2011: sono entrata come stagista e non me ne sono più andata. Mi occupo, per lavoro e per passione, di web e social network.

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