Ferruccio, tirocinante del master in cure palliative

Master di Secondo Livello in Cure PalliativeEccoci di nuovo insieme a un tirocinante. Si tratta questa volta di un collega medico che frequenta il Master di II livello di Cure Palliative e Terapia del Dolore organizzato dall’Università degli Studi di Milano così come i decreti attuativi della Legge 38/2010 hanno previsto, di cui la nostra Associazione è sede di tirocinio. A lui ho chiesto, al termine delle due settimane trascorse con Noi di Vidas, di raccontarci in breve la sua esperienza.

Sono Ferruccio e sono un medico che ha frequentato Vidas per 2 settimane per il tirocinio previsto dal Master in Cure Palliative.
Raccolgo l’invito di Barbara di scrivere qualche riflessione sull’esperienza di frequentazione di Vidas.

Il compito non è facile perché in breve tempo mi è stata data l’opportunità di confrontarmi con una realtà molto variegata: l’hospice, i malati, gli operatori, il domicilio… ed è difficile per me fare una sintesi pacata e meditata. Per chi mi legge (forse) credo che l’interesse maggiore sia rivolto alle sensazioni più immediate scaturite da questa esperienza di tirocinio. Generalmente sono anche le più autentiche.

Partirei dall’AMERICA, al momento in cui ho risposto a Barbara di cosa ne pensavo di Vidas e io gli ho risposto a caldo che mi sembrava di essere in “America”. America intesa come modello di efficienza organizzativa. Difficile da trovare nelle organizzazioni del settore pubblico in particolare nel reparto in cui lavoro. C’è sempre qualcosa che manca e che non si può avere perché non ci sono le risorse necessarie.

Considero pertanto notevole il servizio che Vidas offre alla comunità che è frutto di una lunga storia in cui l’organizzazione ha saputo evolversi ed è riuscita a migliorarsi in continuazione e in parallelo è riuscita a migliorare il servizio reso alla comunità. Penso che, di riflesso, la comunità di riferimento abbia premiato Vidas rispondendo puntualmente alle richieste di aiuto.

Un’altra riflessione vorrei riservarla alla gestione delle risorse umane, volontari e non, che nell’organizzazione occupano un posto di primo piano. Mi ha colpito molto la partecipazione ai momenti comuni, di come la condivisione e il clima amichevole fra le persone rendeva più facile lo svolgimento del lavoro.

Queste riflessioni nascono da un confronto ovviamente con la mia realtà e risentono un po’ delle mie aspirazioni personali. Ringrazio Barbara e tutti gli operatori che mi hanno aiutato a rendere proficua questa esperienza.


Barbara

Barbara Rizzi: figlia, sorella, amica, moglie, madre e… medico palliativista di professione. Direttore Scientifico del CSF (Centro Studi e Formazione) Vidas dove lavoro dal 2001. Amo il silenzio, il profumo dell’erba appena tagliata, leggere, scrivere, passeggiare in montagna. Preferenze: piatto, pizzoccheri alla valtellinese; sport, pallavolo; colore, blu.

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