L. era entusiasta della vita

Lui è sempre il nostro volontario Valentino, affamato di vita, di moto e di nutella. Ci diciamo sempre che se ne avessimo un altro così, noi le tre grazie dei volontari (Monica, Federica e Roberta) finiremmo alla neuro!!!
Qui ci racconta di L., una signora speciale come sono speciali tutti i nostri pazienti.

Parlare di L. in poche parole non è possibile, per raccontare gli ultimi mesi passati con lei ci vorrebbe almeno un capitolo di un libro, tanti i ricordi, i momenti felici, tristi, ma anche spensierati passati insieme, ma è una società che corre la nostra, non si ferma mai a riflettere e pretende sempre di capire tutto con un SMS o due righe, perfino con parole ridotte a semplici sigle! Io sono di un altro tempo, sono una persona che da uno sguardo o da una parola di un assistito riceve spesso emozioni molto intense e le emozioni non possono essere trasmesse racchiudendole in un trafiletto, come un articolo di cronaca di un quotidiano. In hospice il tempo acquista un altro valore, cose, gesti, dialoghi non hanno una unità di misura, ciò che fuori sembra inutile , una perdita di tempo, qui assume un valore differente, è una delle prime cose che mi hanno detto al corso di preparazione al volontariato e ho constatato che è proprio così.

Ma si sa fuori di qui non c’è tempo, e allora si cerca di fare anche quello che è al di fuori delle nostre possibilità e da questa realtà, perché chi legge “sfoglia”, mentre per leggere, capire e soprattutto sentire, bisogna riflettere su ogni parola, perché ogni singola parola racconta la realtà vissuta.

Allora cosa dire di L.? Guardare le foto potrebbe bastare, era entusiasta della vita, vedeva sempre il lato positivo delle cose, sempre pronta a vivere i sogni che aveva ancora nel cassetto, farsi un giro in moto era solo uno dei tanti, forse sembrava ai più impossibile, ma non a lei! Però anche solo prendere un aperitivo in un bel bar del centro di Milano o semplicemente passeggiare in via Manzoni era vissuto come un momento di felicità e il suo entusiasmo te lo trasmetteva in ogni suo gesto e sguardo, un vero “spasso” stare insieme a lei. Ho passato così gli ultimi tre mesi insieme, uno o due giorni ogni settimana, non molto, ma eravamo comunque sempre in comunicazione e in tutti i casi sapeva che per lei qualcuno c’era sempre. Dovrei ora raccontarvi tutte le situazioni vissute, ma non basterebbe qualche pagina e quindi non lo farò di certo, ma c’è un pensiero che lei spesso mi ripeteva a voce bassissima, ansimando e che La rappresenta meglio di qualsiasi racconto che io potrei fare:

«Vedi Valentino, io mi sono presa questo male, brutto!!!, la voce non mi viene proprio su e non sto sempre “bene”, spesso mi manca il respiro, però se non mi fossi ammalata, non ci saremmo conosciuti e io non avrei fatto tutte le cose belle che stiamo facendo insieme…. Giusto?»

Certo L. è proprio così!

Non so a voi, ma a me sembra ancora incredibile che una persona arrivi a pensare in questo modo, ma L. era così, positiva in tutto!

Dire eccezionale è poco, dire che ci ha dato un grande insegnamento è l’unica verità su cui riflettere e pensare che non sia solo una perdita di tempo un articolo un po’ più lungo.


Monica

Sono Monica Pontremoli o Moni e lavoro in casa Vidas come coordinadrice dei volontari della degenza dopo essere stata volontaria per qualche anno. Sono mamma di tre ragazzi adoloscenti e di un'adorabile labrador nera. Adoro tante cose : la natura, il silenzio, il buon cibo e il buon vino meglio se condiviso in compagnia, la lettura, il cinema e viaggiare. Credo di essere una donna ottimista e positiva ma detesto i soprusi.

6 commenti

  1. vale:

    EMOZIONANTE!!!

  2. Loredana T.:

    Buongiorno a tutti. Ho appena letto il messaggio di “Valentino” su L.
    Io sono la figlia di Lorenza. Che dire? Mi sono molto emozionata a leggere e rivedere le immagini di mia madre.!! Mia madre era una donna splendida, amante della vita.
    All’inizio, a maggio, quando mi sono rivolta in Vidas e le hanno proposto di passare una giornata in casa -Vidas, lei non ne era molto convinta….Pensava che fosse il solito “luogo per persone anziane di spirito, un luogo noioso”…Ho dovuto un pò insistere… poi frequentandoVi e conoscendoVi notavo in Lei un certo desiderio per arrivare “ben vestita e sempre in ordine all’appuntamento del Lunedi”.!! Quando la chiamavo, con un fil di voce mi diceva: ” Sono in giro con Sergio, prendiamo l’aperitivo e poi arriviamo…!!!”
    La malattia, le ha portato via la voce,ha modificato il suo fisico riducendola a 26 Kg. ma il suo spirito, la sua voglia di vivere e la sua positività, sono restati in LEI fino all’ultimo!
    Vi ringrazio di cuore per aver contribuito a rendere gioiosa Lorenza fino al 10 settembre data in cui è stata chiamata in cielo!! E sono strasicura che anche lì dove si trova, è sorridente più che mai!!!
    Carissimo Sergio, grazie di cuore per tutto!
    e…. grazie di cuore anche a tutti gli altri volontari Vidas. Svolgete un lavoro fantastico con tanta semplicità e con tanta gioia di vivere! proprio in sintonia con il modo di vivere di Lorenza.
    Un forte abbraccio a tutti voi, e come direbbe Lorenza ridendo: ” che cari ragazzi!!! grandi!!!…..”

  3. Vidas:

    Loredana il nostro abbraccio va a te e alla tua mamma che tanto ci ha insegnato sulla vita, regalandoci tanto entusiasmo e positività! Grazie

  4. Annalisa:

    Leggo sempre con piacere queste testimonianze dei volontari, veri “pezzi di vita” che commuovono ed arrivano dritti al cuore.
    Grazie infinite a Vidas ed a tutte le splendide persone, volontari e non, che con passione si prendono cura dei malati terminali.
    Un forte abbraccio alla figlia della Signora Lorenza che ricorderó nelle mie preghiere.

  5. fulvia dal moro:

    Questa testimonianza mi ha fatto venire le lacrime agli occhi!! Avendo vissuto la terminalita’ di mia madre mi accorgo sempre di piu’ che servirebbe anche a noi famigliari un corso che ci prepari a vivere questa esperienza che e’ davvero troppo forte! Io ho curato mia madre in cada sino quasi alla fine (36 ore prima della fine e’ entrata in hospice) ma quante cise non ho saputo fare quante cose non ho capito! Ancora oggi dopo 2 anni non trovo la serenita’. Alla fine grazie per quello che avete fatto allora ma anche xche’ esistendo voi siete x me come degli amici con cui aprire il mio cuore fulvia

  6. Roberta:

    Grazie di cuore Fulvia, grazie perché ci segui e ci apri il tuo cuore. E’ importante

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