L’essenziale è invisibile agli occhi: il piccolo principe

Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

La prima volta che ho letto “Il piccolo principe” ero alle elementari, l’ultima volta l’ho sentito recitare a teatro da Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni pochi mesi fa. È in assoluto il libro che ho riletto più volte in vita mia e ogni volta è come fosse la prima. Perché nasconde in sé così tanti insegnamenti che non basta una vita per coglierli tutti.


Fonte dell’immagine http://www.ilpiccoloprincipe.com/oeuvre/le-recit/

Da bambina mi era così chiara la fatuità degli adulti, a cui sempre bisognava spiegare tutto. Crescendo, mi auguravo di essere tra quei pochi che ricordavano di essere stati bambini e mantenere la capacità di vedere un boa che digerisce un elefante, e non un cappello. A rileggerlo oggi, alla luce di quel che il mio lavoro mi sta regalando, sono due le tematiche che più di ogni altra apprezzo.

La prima è la tensione verso l’altro, priva di qualsivoglia pregiudizio: il Narratore deve imparare a privarsi del suo modo di vedere le cose e adottare quello del Piccolo Principe per riuscire a relazionarsi con lui. Fin dall’inizio è chiaro come questa operazione non sia facile, infatti è solo al terzo tentativo che il Narratore riesce ad esaudire il desiderio del bambino di disegnargli una pecora.

La seconda è l’attenzione per la cura e l’accudimento. Non posso che rispecchiare i gesti dei tanti operatori che ho conosciuto in questi due anni nelle premure con cui il Piccolo Principe si occupa della sua rosa e nella pazienza con cui addomestica la volpe.

Un’opera adatta a grandi e piccini che si legge in poco tempo, ma si ricorda per sempre.


Roberta

Blogger, cinemaniaca, aspirante fundraiser 2.0, lettrice incallita, appassionata social networker, viaggiatrice e cuciniera folle... in una parola iperattiva in tutto tranne che nello sport! Frequento un cineforum ma non sono tagliata per i dibattiti. Sono più brava ad esprimermi nel mio blog in cui parlo di tutto quel che mi passa per la testa! Sono Roberta Tocchio e lavoro in Vidas dal maggio 2011: sono entrata come stagista e non me ne sono più andata. Mi occupo, per lavoro e per passione, di web e social network.

4 commenti

  1. sergio pedrotti:

    d’accordo per “il piccolo principe” , senza dubbi !

    propongo da parte mia il libro “un altro giro di giostra” , di tiziano terzani ( 2004 , longanesi )

    dalla sezione “biografia” del sito http://www.tizianoterzani.com :
    “un viaggio oltre la malattia e la medicina , un’analisi . . dell’uomo contemporaneo che deve saper affrontare l’inevitabile”

    ecco , ad esempio , una delle risposte di un guru indiano in un raduno di studio nel suo ashram (eremo) dove per tre mesi c’e’ anche , come allievo , tiziano terzani , che poi godra’ di “un altro giro di giostra” ( periodo di pausa nel progredire di alcuni suoi cancri , che lo porteranno alla morte pochi mesi dopo l’uscita del libro ) :

    ” A chi gli chiese se era possibile arrivare a una vita senza problemi , rispose che non c’e’ vita senza problemi : il gioco e’ cosi’ .
    Chi vuole una vita senza problemi e’ come quel contadino che va per la prima volta ad una partita di calcio e si arrabbia con l’arbitro perche’ ha dato ai ventidue giocatori un solo pallone e quelli sono costretti a corrergli sempre dietro.
    Ma questa e’ la regola del gioco . E’ cosi’ la vita . Senza problemi non ci sarebbe gioia .
    I problemi sono la molla della ricerca spiriruale . Se uno non si sentisse . . limitato , non si chiederebbe cosa fare .
    L’uomo diventa adulto e matura nel conflitto . Una vacca no : la vacca diventa adulta , ma non matura ”
    ( pagina 360 )

    sto rileggendomi il librone , tiziano terzani fa tutte le cure mediche moderne disponibili , a new york , e contemporaneamente coglie l’occasione dei suoi cancri come stimolo a meditare sui probemi della vita , su se stessi , ecc , con gioia e con fatica , e lo racconta molto bene , arrivando ad un notevole spiritualita’ non convenzionale

    se a qualcuno interessa , buona lettura !

  2. Roberta:

    Grazie mille del tuo consiglio Sergio, mi hai davvero incuriosito e credo che andrò a recuperare il libro di Terzani! Spero che qualcun altro seguirà il tuo esempio e vorrà lasciarci i suoi suggerimenti di lettura

  3. giovanna:

    Grazie Roberta, ho preso in parola il tuo suggerimento, e in questi giorni di vacanza nella borsa della spiaggia ho portato anche il Piccolo Principe..é proprio come tu dici, ogni volta che lo rileggo scopro qualche sfumatura.In particolare mi sono soffermata sull’importanza della “cura”, della “dedizione”;l’essenziale per chi si occupa di qualcun altro o meglio ancora, da un altra prospettiva ,l’importanza di riconoscere che solo la consapevolezza di essere e essere stati “accuditi” da qualcuno puo’ darci la spinta necessaria quotidianamente nella cura dell` altro.
    Grazie Roberta

  4. Roberta:

    Grazie a te per aver colto il consiglio Giovanna, sono contenta che anche tu abbia scoperto un nuovo punto di vista per leggere questo splendido libro! A presto

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