Il mio incontro speciale con una donna speciale, Alda Merini

Vorrei morire come donna ma non rinascerei come un uomo.

Alda Merini

Sono passati 9 anni, ma lo ricordo come fosse ieri, un incontro speciale che ti porti dentro tutta la vita. Era il 2004 e grazie al contributo di Gianfranco Piacentini (letterato, erudito umanista, docente appassionato nonché compagno di vita della signora Cavazzoni) avevamo  organizzato in sede Vidas un ciclo di “Incontri con l’autore”: Giorgio Cosmacini, Lella Costa, Moni Ovadia, Fulvio Papi e lei…Alda Merini. Riflessioni su temi legati al volontariato, alla malattia e alla relazione con l’altro.

Era il 9 giugno, una giornata caldissima e umida da inizio estate milanese. La Signora Cavazzoni dice a me e alla collega Mina Piccinini di andare a prendere la Signora Merini con un taxi. Il cuore mi balza in gola dall’emozione e dalla paura: che cosa potrei mai dire io a una donna e poetessa  straordinaria? Quando ci apre la porta del suo piccolissimo appartamento sul naviglio, come d’incanto tutto torna tranquillo e sereno. La Signora che ho davanti sorride e i suoi occhi brillano di una luce che trasmette solo tanta vita e tanta fierezza. Ci accoglie in casa sua, Mina ed io non ci guardiamo apposta per non lasciar trapelare lo stupore alla vista di quello che abbiamo davanti. L’appartamento è veramente un casino, pieno di oggettistica di ogni tipo:  bottiglie vuote, libri, riviste, soprammobili tremendamente naif, quadri,  fogli scarabocchiati ma soprattutto porta ceneri ricolmi, stracolmi di sigarette. Mozziconi ovunque, ma proprio ovunque, anche sul suo letto sfatto. In questo totale casino però tutto è bello, tutto è lei, tutto è la sua straordinaria vita. “Ma voi cosa usate per pulire casa? Io non riesco proprio a pulire i pavimenti” è la sua prima domanda. “Provi con l’ammoniaca” le rispondo imbarazzata. “Venite con me, che cosa mi metto? Sono così grassa.” “Ma no signora Merini, tenga presente però che fa molto molto caldo” “Ok allora mi metto questo che mi copre la pancia”. E infila lentamente un piumino nero di quelli da – 20°…io e Mina ci guardiamo e ribadiamo che fa molto caldo, ma la Signora Merini è irremovibile! Ok, partiamo destinazione Vidas. Dopo un gelato ristoratore, con la sua sigaretta in bocca, grazie alla moderazione dell’amica e bravissima giornalista Anna Bandettini, comincia l’incontro e non vola più una mosca. Le sue parole, la lettura di parti delle sue poesie, i racconti della sua tragica e straordinaria vita ci rendono tutti dipendenti da lei che è un fiume in piena. Due ore volano via e a un certo punto si ferma d’improvviso e ci annuncia che è stanca e vuole essere riaccompagnata a casa. Questa volta siamo solo lei ed io e non so per quale magia cominciamo a chiacchierare come due amiche. Lei mi chiede della mia vita, dell’università, dei figli del marito…e su questo argomento, “gli uomini”, inizia a raccontarmi tutti i suoi amori (in manicomio e fuori), le sue passioni dal primo all’ultimo…l’operaio che era venuto oggi per riparargli il muro…”una vera meraviglia, lo avessi visto un ragazzo stupendo e gentile. Ed  sempre più rara la gentilezza e la cortesia negli uomini”. Alla fine mi dice “Non sei affatto stupida ragazza, ma ora vai”.

Esco dalla sua casa che è già buio, passeggio lungo il naviglio con la testa tra le nuvole pensando come sono stata fortunata, ricordo ogni momento, ogni parola ma soprattutto ricordo il suo sorriso unico, i suoi occhi così belli e splendenti. Vi lascio le sue parole per augurarvi buona Festa della Donna attraverso una donna speciale.

“A tutte le donne” di Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.


Raffaella

Amo il silenzio, soprattutto di prima mattina, e le persone che riflettono prima di parlare. Amo il cioccolato e le torte senza panna. Leggo di tutto. Sono mamma di due ragazzacci. Odio le palestre e amo la bicicletta, adoro nuotare, viaggiare. Sono antropologa, per qualifica e per passione. In Vidas mi occupo di comunicazione e cultura.

3 commenti

  1. vale:

    A volte capita di essere fortunati nella vita, Alda certamente è stata un incontro unico, io frequentemente in questi anni ho provato esperienze come la tua,non ho incontrato poeti o scrittori, però spesso in ogni nostro assistito c’è una ricchezza di sentimenti e di conoscenze che sempre mi lasciano stupito,mi restano tanti ricordi che poi affiorano quando meno me lo aspetto e che mi fanno pensare le stesse cose che tu hai scritto alla fine, quando hai lasciato la sua casa!
    Un abbraccio come sempre!

  2. RAFFAELLA:

    Hai proprio ragione Vale, io mi sento fortunata tante volte perchè tante sono le persone speciali intorno a me, uomini o donne che siano. Credo che Vidas sia un meraviglioso “concentrato” di ricchezza umana che ognuno di noi si porta dentro come dono. Un abbraccio a te come sempre!

  3. valentino:

    E’ passato un anno da quando ho scritto il primo commento e continuo a emozionarmi tanto quando sto accanto a chi “assisto”, ormai non rimango però più stupito, ho invece la certezza che incontrerò persone che mi lasceranno ricordi di bei momenti passati insieme e dei tanti pensieri che mi hanno confidato.
    Il mio grazie a tutte queste persone stupende che sono state per qualche tempo nella mia vita e che hanno lasciato una traccia importante del loro passaggio in me.
    Un abbraccio grande.

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