La morte della morte classica

La morte della morte classica: un’espressione davvero interessante e che ci impone una riflessione, se non altro personale, sul tema – quello del morire appunto – che ha a che fare con l’accettazione del limite umano o, meglio ancora, della natura dell’uomo: essere mortale.

Ma c’è di più: “[…] nel momento in cui l’ingegneria geriatrica promette una vita più lunga, le arti della biogenetica sono in procinto di creare la vita stessa”. Un turbinio di pensieri e fatti che man mano evolvono tendono a “[…]trasformare radicalmente fattori essenziali della nostra vita privata e sociale”, facendoci imbattere con una frequenza sempre maggiore in questioni etiche di fronte alle quali la maggior parte di noi è disarmato.

Molto di più, naturalmente, è stato scritto nell’articolo “Addio alla morte” di George Steiner pubblicato giovedì scorso su La Repubblica (da cui riprendiamo l’idea dell’immagine della morte nei tarocchi) e molto più numerosi sono gli spunti di riflessione in esso contenuti. Il mio invito, dunque, è quello di leggerlo qui e condividere con noi le vostre idee. Buona lettura!!!


Barbara

Barbara Rizzi: figlia, sorella, amica, moglie, madre e… medico palliativista di professione. Direttore Scientifico del CSF (Centro Studi e Formazione) Vidas dove lavoro dal 2001. Amo il silenzio, il profumo dell’erba appena tagliata, leggere, scrivere, passeggiare in montagna. Preferenze: piatto, pizzoccheri alla valtellinese; sport, pallavolo; colore, blu.

2 commenti

  1. Valentino:

    Io ho un un solo aggettivo, inquietante, certo si aprono scenari con limiti indefiniti, penso ci sia davvero bisogno di una pausa di riflessione molto lunga, credo però che niente possa riuscire a fermare il procedere di questi eventi e le conseguenze saranno abbastanza sconvolgenti, difficile se non impossibile prevederle, ma di certo il cambiamento sarà epocale..

  2. Barbara:

    Grazie Valentino per aver condiviso con noi il tuo pensiero su un tema di cui sappiamo è difficile parlare e controntarsi… difficile è anche prevedere quali scenari ci attenderanno nel prossimo futuro, almeno dal punto di vista culturale e filosofico…

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