In prima linea nella guerra al dolore

Mi chiamo Fulvio, ho 40 anni e faccio il medico palliativista dopo una breve vita da chirurgo. Nato a Bari e da sempre vissuto a Roma e di quelle terre porto l’accento e i ritmi lenti. Sono separato e innamorato della donna dei miei sogni incontrata tardi, ma meglio tardi… Siamo una famiglia allargata composta da cinque figli maschi e lascio immaginare il trambusto quando tutti convergono sotto lo stesso tetto, davanti allo stesso camino.

Faccio cure palliative da 12 anni, perché in una guerra qualcuno che si schieri in prima linea a prendere cannonate ci deve pur essere, sono un malinconico cronico che si nasconde dietro un sorriso. Scrivo poesie e romanzi che nessuno mi pubblica, ma quando le persone importanti mi leggono mi si riempie il cuore.

Ascolto musica e suono male la chitarra, amo il mio lavoro ma da sempre sogno di avere un anno senza impegni dedicato ad amare e a scrivere il romanzo dei miei sogni, ma poi suona la sveglia ed inizio le visite. Ogni tanto mi rifugio tra le braccia del mio amore quando i colpi inferti dalla vita e lo strazio visto nei miei pazienti diventa troppo duro da affrontare.

Cerco sempre un abbraccio ed una parola per fuggire dal silenzio che per tanti anni mi ha perseguitato. Oggi mi sento finalmente felice ed a casa anche quando sono in giro.


Fulvio

Mi chiamo Fulvio, ho 40 anni faccio il medico palliativista dopo una breve vita da chirurgo. Nato a Bari e vissuto da sempre a Roma e di quelle terre porto l’accento e i ritmi lenti. Sono separato e innamorato della donna dei miei sogni incontrata tardi, ma meglio tardi… Faccio cure palliative da 12 anni, perché in una guerra qualcuno che si schieri in prima linea a prendere cannonate ci deve pur essere. Mi sento di trasmettere in tutto quello che faccio sempre lo stesso messaggio: tiriamo fuori dal petto il nostro cuore e facciamolo battere.

5 commenti

  1. Francesca:

    Autoritratto che rende perfettamente la persona pur avendolo incontrato solo due volte al corso di formazione per volontari Vidas.Grande comunicatore, nonostante l’altro giorno abbia detto di essere il peggiore in Vidas!! Non ci credo tanto. O cosa sono gli altri?

  2. federica giussani:

    Il silenzio che per anni mi ha perseguitato…
    un abbraccio, Fulvio!

  3. Nicoletta:

    Mi piace!

  4. Vale:

    Ti voglio bene!!! anche se sono un po’ un incubo per te!

  5. sergio pedrotti:

    chi sono i destinatari ( principali “clienti ” ) di questa tua dichiarazione ?

    1. pazienti vidas e loro familiari / amici
    troveranno conferma che la tua umanita’ , che sempre percepiscono quando sei con loro , e’ ben radicata nel tuo essere e nella tua storia personale

    2. tuoi familiari
    ti riconosceranno e razionalizzeranno i tuoi atteggiamenti e comportamenti , traendone esempio ed insegnamento

    3. tuoi colleghi in vidas / .. ( piu’ o meno vicini operativamente )
    saranno orgogliosi di conoscerti , frequentarti e di collaborare con te , sempre di piu’

    4. altri eventuali , girovaghi di internet e dintorni
    saranno curiosi di capire meglio cosa sia vidas , se in vidas ci sono persone di tale spessore

    ti auguro buoni sogni , e buona realta’ , almeno per i prossimi venti anni !
    a presto

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