Il linguaggio delle emozioni

Come promesso, ecco il primo racconto dal progetto di Medicina NarrativaLa nostra Lingua Madre ci fa sentire a casa… in particolare nelle situazioni di difficoltà va dritta al cuore e ne spalanca le emozioni… e se per qualche motivo le blocchiamo… prima o poi con la loro forza devastante riemergeranno quando meno ce lo aspettiamo… Susana, una delle OSS di Casa Vidas ci racconta tutto questo attraverso un avvenimento che l’ha vista protagonista.

Vi racconto un episodio vissuto in hospice qualche anno fa.

Era nel turno del mattino, suona un campanello, vado a rispondere. Nella camera si trovano 2 ragazzi: un maschio di 20 e una femmina di 16 anni. Nel letto una signora di circa 50 anni, dell’Ecuador. La paziente sta morendo: erano gli ultimi atti respiratori. I ragazzi avevano chiamato perché vedevano il respiro cambiato.

Mi chiesero cosa stesse succedendo: erano consapevoli della terminalità della mamma. Spiegai loro che sarebbero stati gli ultimi respiri e che se avessero voluto potevano avvicinarsi per accompagnarla. Il ragazzo rimase immobile ai piedi del letto, mentre la figlia scoppiò in un pianto sconsolato e abbracciando la mamma disse in spagnolo: “mamita, no, no, nos dejes, mamita no nos abandones, mamita linda te ruego, te imploro no, nos dejes solos…”.

Sentire quelle parole nella mia lingua madre, parole che esprimevano tanto dolore e disperazione, mi aveva colpito nel profondo e sentivo le lacrime che scendevano dai miei occhi. Un momento che non auguro a nessuno: sentivo il mio cuore piangere e i miei occhi lo accompagnavano. Tentai di ragionare e mi dissi: “Calmati, non puoi! Loro hanno bisogno di qualcuno che li sostenga, non puoi mostrarti fragile, così non puoi aiutarli”.

Sono uscita per qualche secondo, ho cercato di controllare le mie emozioni, mi sono asciugata gli occhi e sono rientrata in camera per rimanere vicino a loro.

Nel pomeriggio, nella tranquillità della mia casa, mi ritornò in mente tutto l’accaduto e scoppiai in lacrime.

Mi chiedo come mai con altri pazienti non abbia provato la stessa intensa emozione…
Qualcuno mi ha detto poi che la Lingua Madre è la Lingua delle emozioni… ed è stato proprio così.


Nadia

Ciao sono Nadia, 44 anni, sposata dal 2005, infermiera dal 1994, palliativista dal 2001, infermiera in Casa Vidas dal 2006. Malata d'Africa dal 1997. Amo profondamente l'ozio, il the, il cioccolato fondente, il silenzio del deserto, andare per funghi e nuotare. I miei eroi sono Capitan Harlok e Corto Maltese. Credo che il Vangelo sia a tutt'oggi il messaggio più rivoluzionario mai scritto. Non so perché ma i colleghi mi chiamano Gianburrasca.

3 commenti

  1. sergio pedrotti:

    brava Susana , e’ un bell’episodio , puo’ servire a tutti per meditare e riflettere :

    per italiani in italia , sembra strano parlare di “lingua madre” come veicolo di commozione ;
    e per similitudine tutti , italiani o no ( ma anche solo del nord o del sud ) possiamo individuare altri fattori ” strani ” , che magari sono presenti in pazienti , in familiari , in altri operatori .. e ci vuole un po’ di fatica , per vederli

    questa e’ la ricchezza di stare fra e con persone diverse , per cultura , eta’ , origine , abitudini … ci si aiuta a crescere ..
    alla fine saranno sempre di piu’ le cose che uniscono , anziche’ i sospetti e le paure che a volte tendono a dividere !

  2. NADIA:

    Grazie Sergio concordo pienamente quanto hai scrtto e come dice

    Paul Valéry
    Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.

  3. Carmen Susana Inguil Rojas:

    Ciao a tutti…
    Sono susana….si chi ha scrito questo racconto…..i..propio ieri sono tornata dal peru di un viaggio improviso che avrei voluto non averlo mai fato….mio padre partio in cielo il 7 di gennaio e sono andata a darle un profonfo bacio di addio con il cuore a pezzi…momenti molto triste…..,nel dolore tutta la mia familia insieme siamo riusciti a trovare un po di calma,..era serena fino a questa notte…dopo diversi giorni senza entrare en internet..non riuscendo a prendere sonno, decisi di aprire la mia posta e leggere i messaggi non letti da quando sono partita,..mi trovai uno..propio questo sul mio racconto publicato sul sito de vidas…me senti orgogliosa e fiera di me…., e decise di leggerlo……ma credo “decisione svagliata in questo momento…”, perche?”…perche emotivamente sono fragile..el dolore per la perdita de mio padre ancora e forte…ho letto la frase in spagnolo que aveva deto quella figlia sconsolata….e mi sono rispecchiata in quella frase….quando la notte del 7 ho ricevuto la telefonata de mio fratello che me dissi …”susita nostro padre esta grave.. i medici non dano tante speranze..doviamo prepararci al peggio……Ho pianto tanto dicendo le stesse frase di quella ragazza…..oggi ancora leggendoli ho pianto tanto perche el dolore nel anima è ancora tanto ma tanto forte……………

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