La dignità della vita ferma in Parlamento

Quante volte si coniuga la parola tempo nell’arco della vita? Praticamente ogni giorno e in ogni istante. Tempo è la nostra esistenza che scorre, ma tempo è anche ciò che decidiamo, è l’essere.

C’è un tempo assoluto che scorre come le lancette d’un orologio, c’è il tempo scandito dalle nostre pulsioni, dagli affetti e dall’intelligenza, il tempo soggettivo che non passa mai o scorre troppo in fretta.

Tali le nostre riflessioni nell’interminabile attesa della legge sul testamento biologico.
Come può accadere che un provvedimento tanto auspicato, capace di raccogliere ampi consensi persino in un Paese così diviso e lacerato, non possa trovare compimento?

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Pensieri niente affatto oziosi in sella alla vespa rossa

Monica, la nostra coordinatrice dei volontari in hospice, ci ha mandato queste righe che sono un inno al valore della vita e al lavoro collettivo. Eccole, con una premessa: a noi hanno procurato gioia.

Dieci giorni di vacanza , relax, pensieri  leggeri, il lavoro lasciato a casa. Torno però sempre con piacere al lavoro ed anche questa volta mi rendo conto che sto cantando in sella alla mia Vespa rossa. Ai più sembriamo quantomeno “strani” noi che lavoriamo in casa Vidas e che amiamo il nostro lavoro e ne traiamo energia positiva.

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Un piatto di lenticchie vale di più di un tesoro

Il racconto di Manuela, volontaria attiva e presente in hospice con entusiasmo da anni, ci ricorda quanto questo bel progetto è reso possibile proprio anche grazie alla disponibilità e alla formazione dei nostri preziosi volontari. Le cene del ricordo continuano ogni mese e le testimonianze che raccogliamo rimandano emozioni sempre diverse

Da un po’ di tempo ci ritroviamo in Vidas una volta al mese per sederci intorno ad una tavola apparecchiata con cura per condividere una cena e passare una serata insieme alle persone che portiamo nel cuore, ma che non sono più al nostro fianco.

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La cognizione del dolore e il coraggio di Michele e Fabio

Ricordate Charlie Gard? Nel cuore dalla torrida estate che si sta concludendo, la vicenda del bimbo affetto da una rara malformazione è stata al centro di una disputa fra i genitori e l’ospedale londinese dove era ricoverato. Giudicato inguaribile, i genitori avrebbero voluto sottoporlo a una cura sperimentale negli Stati Uniti. Hanno lottato, chiesto, scritto, fino alla resa il 28 luglio, quando Charlie è morto.

Quando ne abbiamo scritto su questo blog, soppesando le ragioni dei medici e quelle di padre e madre, una saggia voce di rimprovero si è levata: “… Certo è facile battere sulla tastiera e lasciare che le emozioni che si provano prendano forma e siano leggibili, ma…”.
Ancor oggi tuttavia, mi chiedo, di fronte a tanto stravolgimento e pur avendo “preso parte” e giudicato corretto l’atteggiamento dei sanitari, come sia possibile non consentire alle emozioni di “prendere forma”.

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Un buon bicchiere di vino

Per una persona gravemente malata, un peccato di gola, un piatto sfizioso o del buon vino diventano modi speciali che aiutano a sentirsi a casa. Per questo motivo abbiamo deciso di costruire una cucina in Casa Vidas, a disposizione dei malati e dei loro famigliari (clicca qui).

E, come racconta la nostra fondatrice, Giovanna Cavazzoni, proprio con un bicchiere di Bonarda, fonte di ricordi e gioia, è iniziato il cammino di Casa Vidas:

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Scrivere dell’altro, scrivere di sé

Elisabetta è arrivata in Vidas nel 2015, in modo schivo e timido, come nel suo carattere.
Da qualche tempo frequenta il nostro Laboratorio di Narrazione, un corso che si tiene una volta al mese, durante il quale ci si raccontano storie ed emozioni di penna. È stata una bella scoperta: per molti lo scrivere è senz’altro il mezzo più congeniale per entrare in relazione fluidamente.

Racconti

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Un supplemento d’anima per il piccolo Charlie

La vicenda del piccolo Charlie Gard ha occupato per giorni le pagine dei quotidiani e alimentato un lungo dibattito sui social network: chi è padrone di una vita, tanto più se essa sta per spegnersi quando ancora non s’è affacciata a un’esistenza sensibile? Quando si può parlare di tramonto naturale, come chiedono i credenti, entro il quale va difesa e rispettata?

Charlie

Se proviamo a ripercorrere quell’angosciante odissea, straziante per i genitori, è per sottolineare la complessità di un caso che merita una riflessione ben più ampia e che non può certo ridursi al distacco di una spina.

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Una domenica in Casa Vidas con la musica di Officine Buone

Con la loro energia e il loro generoso entusiasmo, gli artisti di Officine Buone, onlus che regala musica negli ospedali e nelle case di cura, sono stati in grado di coinvolgere e intrattenere i nostri ospiti, trasformando per un momento Casa Vidas in una piccola sala concerto.

Officine Buone 1

La soddisfazione generale per la loro attività è testimoniata anche da questo breve ma intenso racconto della nostra volontaria Laura, relativo alla giornata di domenica 2 luglio.
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“Nessun malato viene lasciato solo, mai”

Ecco quello che ci ha scritto la nostra infermiera a domicilio. Le sue parole, l’affetto e il calore che emergono da ogni riga dimostrano quanto le persone contino più della malattia. Ogni paziente, con la sua sensibilità e la sua sofferenza, è sempre al centro delle cure, delle attenzioni e dell’affetto di tutti noi di Vidas e con il tuo aiuto possiamo garantire assistenza domiciliare anche a luglio e agosto, quando i malati gravi sono ancora più soli. Per sostenere l’attività di Vidas in estate clicca qui.

Estate

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Un’esperienza per crescere e per apprezzare la vita

Con i tirocini dell’alternanza scuola-lavoro (di cui vi abbiamo raccontato anche nell’ultimo numero del nostro Notiziario) in questi mesi abbiamo avuto modo di incontrare, scoprire e conoscere ragazze e ragazzi volenterosi, curiosi e sensibili. Un’esperienza di grande arricchimento reciproco della quale siamo riconoscenti.

Studenti

Tre studenti del Liceo Vittorini hanno voluto lasciare testimonianza, nel nostro “libro delle dediche”,  del loro vissuto in Casa Vidas la scorsa settimana, parole che accogliamo con gioia e che vogliamo condividere.

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