Il tempo senza tempo della passione etica di Marco Manzoni

Il nostro caro amico Marco Manzoni non ce ne vorrà se sveliamo il contenuto della dedica a Vidas del suo nuovo libro Il tempo senza tempo della passione etica che riassume trent’anni di progetti culturali e scientifici a Milano sotto le insegne di Studio Oikos.

manzoni libro

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Tutti in campo per Vidas, con tante emozioni

Quando Sergio è con te, qualsiasi malumore passa. Sì perché il nostro prezioso volontario è una persona entusiasta e la sua gioia è contagiosa, anche negli eventi Vidas. Eravamo seduti vicini sui gradoni della palestra e ho avuto la fortuna di avere una lezione in diretta sui giocatori e regole del basket. Ecco il suo racconto della giornata Tutti in campo per Vidas.

A canestro per Vidas

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L’atmosfera dei charity londinesi nei nostri Christmas Shop

Paola è stata una volontaria Vidas all’interno del nostro primo Christmas Shop, a Natale 2016. Mi ha colpito subito – una bella donna, bionda e sorridente, vivace e attiva, con una propensione spiccata all’organizzazione. Mi ha raccontato di essere stata una manager, di vivere la gran parte dell’anno a Londra e di avere risposto all’annuncio in cui cercavamo volontari commessi perché da anni lo è, in effetti, in una città dove i charity shop sono parte del paesaggio urbano ordinario e molto frequentati. Nel suo scritto ritrovo la stessa atmosfera di rilassata calma dei nostri negozi solidali, che sono luoghi di chiacchiere e di incontro oltre che posti dove scegliere regali per sé o per chi amiamo. Natale arriva un po’ prima per me, da quando allestiamo con i volontari i negozi: un’isola dove accogliere persone a cui raccontare di noi, di Vidas, nello spazio di un sorriso, un biglietto d’auguri, il fiocco di un pacchetto confezionato con cura.

Christmas Shop

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Intesa Sanpaolo sostiene Casa Sollievo Bimbi e rilancia la sfida su For Funding

Grande festa per il lancio della campagna a sostegno di Casa Sollievo Bimbi nella storica filiale Intesa Sanpaolo di via Verdi a Milano. Una serata vivace in cui grazie alla sapiente conduzione di Linus – testimonial della campagna di costruzione dell’hospice pediatrico – si sono alternati interventi istituzionali e intense testimonianze, immagini dello stato attuale del cantiere e dimostrazioni della procedura per sostenere il progetto attraverso For Funding.Disegno Casa Sollievo Bimbi

La collaborazione annunciata prevede un contributo da parte di Intesa Sanpaolo di 40mila euro, volto a finanziare l’allestimento di 3 mini-appartamenti di Casa Sollievo Bimbi, e l’inserimento sulla piattaforma di crowdfunding della banca, For Funding, del progetto finalizzato all’allestimento degli spazi gioco e movimento della nascente struttura.

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Vidas con gli occhi dei ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro

Oltre ad avermi spiegato come funziona un’associazione avete aggiunto al mio bagaglio di vita una consapevolezza non scontata: non importa arrivare al traguardo, ma in che modo, dare valore al percorso, alle parole, ai gesti, a tutto quello che ci farà arrivare alla fine con uno sguardo sorridente. (…) Mi rendo conto di aver avuto una crescita emotiva perché quando ho servito i pasti nelle camere, non ho avuto paura di entrare con il sorriso, mi è piaciuto molto e per questo ringrazio tutte le persone che lavorano qui per essermi sempre state vicine e aver reso possibile questa crescita.
Camilla

Davanti ad argomenti come la vita e la morte paradossalmente la cosa che conta di più può essere una piccola carezza, un semplice sorriso, il modo in cui porti da mangiare al paziente (…) penso che questa esperienza mi abbia lasciato moltissimo, ho capito che la vita è veramente un bene prezioso e ognuno di noi ha la responsabilità di non buttarla via. È sbagliato infatti vivere come se non si dovesse mai morire; la morte esiste e quindi ogni attimo di vita è fondamentale.
Simona

Camilla e Simona, ma anche Arianna, Tommaso, Rebecca, Matteo, Isabella, Viola e tanti altri sono state le ragazze e i ragazzi che in corso Italia e in hospice hanno lasciato un segno, e non parlo tanto delle bellissime testimonianze scritte elaborate alla fine del percorso di alternanza scuola-lavoro ma dei loro volti, degli sguardi, dell’attenzione, della curiosità, della capacità di cogliere i piccoli particolari nei gesti di operatori e volontari.

Ragazzi e ragazze con percorsi di studi diversi, di età ed esperienze diverse, ma uniti da una straordinaria voglia di scoprire, di vivere emozioni, di essere critici e di confrontarsi con un mondo per fortuna ancora lontano da loro, ma di cui hanno dimostrato di non avere paura. leggi tutto…


Il coraggio di vivere

Qualche giorno fa un promettente pilota di gare motociclistiche ha compiuto un atto che non ha precedenti anche in una disciplina tanto rischiosa: a oltre 200 chilometri all’ora ha affiancato un collega pinzando il freno della moto (leggi l’articolo qua). Solo un puro caso e la perizia di questi acrobati del rischio hanno impedito la tragedia, ma non la radiazione del giovanotto (22 anni) da ogni competizione futura.

“A nessuno importa di me, di quello che sto soffrendo. Allora meglio dire addio e per sempre alle corse” è la replica affidata dal malcapitato alle penne dei cronisti.

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Gianfranco Piacentini, “l’amico dei pensieri”

Il 27 luglio 2008 moriva nell’hospice di via Ojetti Gianfranco Piacentini, fine umanista, letterato, compagno per un lungo tratto di vita di Giovanna Cavazzoni e con lei socio fondatore di Vidas.
Scrisse Giovanna in quei giorni: “Dopo 26 anni ho perso l’amico dei pensieri, ma anche se la nostra storia è stata interrotta, quel capitale è lì per chi verrà o vorrà”.

Ebbene, quel capitale è capitato anche a me d’intaccarlo. Ne ho goduto nelle molte sere fatte di chiacchiere davanti a una collina di arachidi che si formavano sul tavolo, frutto di conversazioni che spaziano nell’infinito del nulla che producono, ma forse proprio per questo d’ineguagliabile necessità.

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Il cibo per il corpo e per la mente

“Mangia… mangia… mangia amore mio!”. Questa è una frase che da tanti anni sento ripetere insistentemente al proprio caro affinché si nutra per reagire alla malattia e al deperimento organico. Spesso questa esortazione nasce dal bisogno del caregiver di voler contribuire attivamente al rallentamento del decadimento fisico sempre più evidente con il peggioramento della malattia mentre la silhouette della morte si delinea progressivamente.

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La solitudine di nonna Ester e di Mario il giramondo

Meglio soli che male accompagnati, recita un vecchio detto. Pensato da qualcuno che la solitudine vera, certamente, non sapeva cosa fosse. Di certo nonna Ester non la pensava alla stessa maniera, dato che per sfuggirvi si è inventata nientemeno che una rapina.

Lunedì mattina alle 9 arriva al centralino del 113 una telefonata in cui un’anziana signora lamenta di essere stata legata e rapinata. Una pattuglia accorre prontamente ma subito si capisce che c’è qualcosa di strano: è la signora Ester ad accogliere gli agenti, col vestito della festa in ordine e la messa in piega.

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La solitudine dei maturandi

“Mi spieghi il perché di questa morbosa attenzione per i temi della maturità?” mi ha chiesto ieri a cena mio marito. Confesso che non ho saputo dare risposta, se non che anche io alle tracce avevo già prestato attenzione. Sarà che è una tappa da cui tutti – o quasi – siamo passati. La prima prova, quella di italiano, unisce tutti i maturandi dal blasonato liceo classico al più bistrattato istituto professionale. E poco importa se gli intervistati nei grandi giornali escono sempre dai più patinati licei del centro, l’elaborato migliore potrebbe provenire dal più sperduto plesso di provincia quando in campo c’è il tema della solitudine.

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